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La Valle d'Aosta e il suo territorio

Le proprietà medicinali del genepy e produzioni di liquori


Tra le genti delle Alpi valdostane, l’utilizzo del genepì ha storicamente rappresentato un diffuso metodo terapeutico per molte patologie infiammatorie e digestive. In Valle d’Aosta, per le proprietà toniche, digestive, antisettiche, sudorifere ed espettoranti si usava anche bere l’infuso in acqua o latte. Il genepì veniva dunque utilizzato in queste zone per la cura di alcune malattie, tanto da attribuirsi la denominazione di "aspirine des montaganards” per combattere raffreddore ed influenza, ma anche per alleviare il "mal di montagna”, un rallentamento della digestione causato dalle elevate altitudini e dal freddo. Ancora oggi, in effetti, il liquore, ottenuto per infusione o sospensione, viene utilizzato come digestivo a fine pasto.

Vista la grande ricchezza delle proprietà di questa pianta, si sono sviluppate attività artigianali di liquoristeria a partire dal XVIII/XIX secolo, fino ad una crescente richiesta legata all’incremento dell’attività turistica degli anni ‘60 del novecento. 

Lo sviluppo della produzione del liquore genepy a livello industriale, ha portato alla necessità di coltivare questa pianta, sfruttando anche altitudini inferiori rispetto ai 2000 m, sopra i quali l’Artemisia cresce spontanea. Ciò ha permesso un mantenimento di questa specie che in alcuni casi è soggetta a un divieto di raccolta, essendo essa stata definita pianta protetta dal 1928. Il Genepy è riportato fra le bevande spiritose nell’elenco dei P.A.T.: "Prodotti Agroalimentari Tradizionali” della Valle d’Aosta.

In Valle d’Aosta la sperimentazione, la divulgazione e l’assistenza tecnica agli agricoltori che coltivano genepy sono svolte dai Tecnici dell’Assessorato Agricoltura e dall’Institut Agricole Régional. A partire dagli anni ’80 sono cominciati i primi studi sulla coltivazione. In Valle d’Aosta dal 1997 al 2001 con la realizzazione di un progetto INTERREG II italo-francese sulla valorizzazione delle erbe officinali alpine è stata sperimentata la coltivazione in campo di diverse varietà di genepì. Alla fine dell’anno 2001, l’organizzazione di un convegno internazionale sulle erbe officinali ed in particolare sul genepì e la redazione e stampa di un opuscolo sui dati raccolti dal titolo, "Développement et valorisation des Plantes officinales des Alpes -Le genépi”, hanno creato un notevole interesse per il settore. Dal 2001 al 2006, visto il buon esito dell’INTERREG II, si è nuovamente predisposto lo studio e realizzazione di un secondo progetto INTERREG III italo–svizzero che prevedeva il miglioramento delle varietà coltivate adattandole alle esigenze del mercato locale e la redazione e stampa di un opuscolo sui dati raccolti dal titolo "Sauvegarde des ressources végétales de l’arc alpin”. L’amministrazione regionale valdostana, per incentivare la coltivazione, inserisce a partire dal piano di sviluppo rurale 2000-2006 le piante officinali nella categoria delle colture minori per le quali è prevista l’erogazione di contributi pubblici e vara la legge n. 2 del 9 febbraio 2011 che disciplina il settore delle piante officinali in Valle d’Aosta.

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