Il Génépy: un dono prezioso delle alpi

Nel dialetto di molte popolazioni delle Alpi Occidentali "Génépy" è il nome, di probabile origine celtica, di un'erba di montagna, l'Artemísia Glacialis: una piantina che cresce in estate, oltre i duemila metri di altitudine, su quei terreni morenici che i ghiacciai lasciano scoperti durante le loro cicliche ritirate.
E' una piantina alta dieci o dodici centimetri, alla quale i valligiani da sempre attribuiscono doti medicinali.

Virtù medicinali della pianta di génépy

“Sono le stesse dell'assenzio, ma sono però più energiche e concentrate.
Esercita azione amaro-tonica, stomatica, diuretica, febbrifuga, vermifuga, emmenagoga e antisettica. E' un tonico potente delle vie digestive, stimola l'appetito, contrae le fibre stomacali ed intestinali.
Viene impiegata nelle convalescenze, negli stati anemici, nelle dispepsie nervose, nelle clorosi, nelle diarree croniche e le flatulenze. Aumenta le secrezioni urinarie ed è indicata nell'idropisia, l'anasarca, la gotta e le affezioni scrofolose. E' usata nell'insufficienza epatica, nell'itterizia, nell'amenorrea. Come vermifugo agisce contro gli ascaridi e gli ossiuri. Per l'uso esterno il decotto salato ed il succo fresco o la tintura nettano rapidamente le piaghe suppurenti e saniose”.

(S. Viola: Piante Medicinali e velenose Ed. Art. Maestretti - Istituto Geografico de Agostini di Novara)

Come si estrae il liquore dalla pianta

Due sono i metodi fondamentali: o si ottiene una tintura o si ottiene un alcolato, e in seguito si miscela il tutto con acqua, alcool e zucchero fino a ottenere la gradazione alcoolica e il tenore zuccherino voluti. Trattandosi di un digestivo, parte dello zucchero potrà essere rappresentato da glucosio purissimo, cioè dalla parte migliore e completamente digeribile dello zucchero, la quale, oltre a non essere tossica per il fegato, ha anche un minor potere dolcificante.
Nel caso che si opti per l'alcolato si deve far macerare la parte migliore delle piantine, seccata e sminuzzata in alcool per alcuni giorni, fino a ottenere un infuso (praticamente una tintura) che ha diverse impurità, e procedendo alla distillazione di quest'ultimo ne risulterà un’essenza purissima, che concentra tutto il profumo e le caratteristiche proprie del Génépy. Si aggiungono poi acqua, alcool, zucchero e glucosio, e si pone ad invecchiare: a maturazione avvenuta il liquore è pronto, ma, essendo cristallino, deve essere trattato con coloranti naturali, per rispettare la tradizione che da sempre lo vuole con il suo tipico color verde.

Come si beve il Génépy

Liscio è tonico e digestivo.
On the rocks o con seltz è ottimo e dissetante.
Caldo, preparato come grog, è energetico e confortante.
Sotto forma di Cocktail ha addirittura fatto vincere al barman Giuseppe Datteri il "Concorso Internazionale dei Barmen" a St. Vincent.

Ecco la ricetta:

En plein

1/3 Génépy Ottoz Bianco
1/3 Gin Gilbey's

1/3 Bitter Campari


Guarnite e servite ghiacciato.